Berna, 23 gennaio 2026
Le decisioni di alcuni Cantoni di aumentare le tariffe mettono a rischio la neutralità dei costi nella fase di introduzione del nuovo tariffario ambulatoriale. Oltre a essere profondamente in contrasto con i presupposti necessari per un’introduzione efficace del tariffario, tali aumenti vanno a gravare direttamente sugli assicurati.
Alcuni governi cantonali come quello di Basilea Città, Lucerna, Uri, Svitto e San Gallo stanno progettando o hanno già deciso di aumentare le tariffe ambulatoriali provvisorie. Questa prospettiva preoccupa molto l’associazione degli assicuratori-malattia svizzeri prio.swiss che rappresenta anche gli interessi degli assicurati.
Il 30 aprile 2025, il Consiglio federale ha approvato l’introduzione del nuovo tariffario per le prestazioni mediche ambulatoriali alla precisa condizione che fosse garantita la neutralità dei costi. Nella lettera indirizzata ai Cantoni lo stesso giorno, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, capa del Dipartimento federale dell’interno (DFI), ha indicato chiaramente che all’atto dell’approvazione o della fissazione dei valori dei punti tariffali le autorità cantonali competenti avrebbero dovuto assicurarsi che l’introduzione delle nuove tariffe non comportasse un aumento ingiustificato dei costi. Il Consiglio federale ha invitato le autorità cantonali competenti a mantenere per il 2026, primo anno di applicazione della nuova struttura tariffaria, i valori dei punti tariffali già in vigore nel 2025. I partner tariffali, dal canto loro, hanno concordato un meccanismo per garantire la neutralità dei costi e si sono impegnati in tal senso nei confronti del Consiglio federale.
Nella decisione del 30 aprile 2025, il Consiglio federale ha inoltre stabilito un limite massimo del 4 % per l’aumento dei costi totali nel settore coperto dal tariffario medico ambulatoriale (anno di riferimento 2025), include eventuali variazioni di prezzo. Si deve presumere che questa tolleranza del 4% sarà già esaurita senza questi aumenti di prezzo a causa della crescita prevista dei volumi. prio.swiss teme che le decisioni previste o già adottate da diversi Cantoni possano mettere a rischio la neutralità dei costi già nel primo anno di applicazione del tariffario.
I Cantoni hanno una responsabilità anche nei confronti degli assicurati
In diversi Cantoni, il Consiglio di Stato decide le tariffe provvisorie e, in una seconda fase, le tariffe definitive. Questa procedura entra in gioco quando i partner tariffali non hanno ancora raggiunto un accordo sulle tariffe applicabili dal 1° gennaio 2026 e permette la fatturazione delle prestazioni fornite. Se però i Cantoni fissano tariffe provvisorie superiori alle basi negoziali elaborate in modo congruo e fondato sui dati dalle comunità d’acquisto degli assicuratori malattia, impediscono di fatto ai partner tariffali di raggiungere un accordo accettabile nell’interesse degli assicurati. Dato il ruolo che rivestono, i Cantoni non dovrebbero preoccuparsi solo degli interessi finanziari dei fornitori di prestazioni, ma anche degli oneri che gravano su chi paga i premi dell’assicurazione malattia.
Un aumento dei valori dei punti tariffali si traduce infatti in un aumento dei premi. Ad esempio, un aumento generalizzato di un centesimo determinerebbe un incremento dei costi dell’assicurazione obbligatoria – e quindi del carico finanziario per la popolazione – di ben 155 milioni di franchi. A giusto titolo, molti Cantoni hanno quindi mantenuto le tariffe provvisorie allo stesso livello di quelle applicate in precedenza. prio.swiss si aspetta che tutti i Cantoni facciano lo stesso.
Contatto per i media
Ivo Giudicetti, 079 123 84 42, portavoce, media@prio.swiss